Esami scolastici e famiglia

Giugno è il mese degli esami scolastici, siano essi di licenza media o di maturità. Ogni anno, in famiglie diverse, si ripete lo stesso copione: figli nervosi che sentono il carico emotivo dato da quest’evento e famiglie in ansia sia per un evento che sembra esuli dalle loro competenze sia per le relazioni familiari che risentono dello stato di tensione dei vari membri.

Cosa possono fare i genitori per sostenere i loro figli in questo passaggio della vita? Semplicemente stargli affianco senza sovraccaricarli, altrimenti si corre il rischio di accrescere lo stato di tensione.

È difficile inquadrare i comportamenti genitoriali in una sola sfera, ma possiamo elencarne alcuni che possono avere un effetto boomerang rispetto all’atteggiamento che ci si aspetta dai figli: ci sono i genitori iperprottetivi, quelli che verificano la preparazione dei ragazzi con interrogazioni o che li aiutano a stilare una tesina o a fare mappe contettuali, riassunti, ecc., quelli che non perdono occasione per fare confronti, quelli che anzichè incoraggiare sottolineano i risultati e l’impegno finora mostrato, quelli che anche incosapevolmente hanno troppe aspettative.

Come già detto, i genitori devono limitarsi a stare vicini ai propri figli. Cosa significa esattamente? Devono lasciare che i figli si organizzino da soli e trovino le soluzioni più adatte a loro senza che l’adulto fornisca soluzioni preconfezionate (quindi devono incoraggiarli e sostenerli nell’autonomia) e quindi devono evitare di controllare o suggerire un metodo di studio o di gestione delle emozioni, devono incoraggiare i ragazzi senza essere troppo assillanti, esserci se richiesto ma rispettare l’autonomia e dare fiducia (a questo proposito potete leggere il mio articolo su “autostima e scuola“).

Concludo ricordando ai genitori che questi esami sono una tappa fondamentale nella vita dei propri figli perchè non saranno gli unici che affronteranno ma di questi almeno sanno con chi lo sosterranno, come si svolgerà e cosa comporterà, mentre per tutti gli altri esami che si troveranno ad affrontare nella vita non ci sarà una data o una modalità stabilità quindi se si vogliono aiutare e sostenere i ragazzi nel loro percorso di crescita non ci si dovrà sostituire a loro, non si dovrà indicare i metodi da seguire e gli strumenti da utilizzare ma essere presenti con domande atte a far trovar loro la soluzione più idonea, a stimolarli al ragionamento, al problem solving, perchè questo li aiuterà a conoscersi sempre meglio (punti di forza e debolezze) e a sperimentarsi come esseri unici.

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