La consulenza pedagogica… questa sconosciuta

Nell’ultimo articolo ho parlato del ruolo del pedagogista e quì voglio delineare lo strumento principe di questo professionista: la consulenza pedagogica che, come anticipa il titolo, è sconosciuta ai più.

Il colloquio pedagogico si rivolge a persone di tutte le età e si può definire un lavoro di accompagnamento del singolo o del gruppo in una tappa o più tappe della vita. Attraverso strategie educative sostiene l’individuo nel mantenimento del benessere nella sua globalità. Il pedagogista attraverso un ascolto attivo e partecipato si rivolge alle persone che hanno bisogno di un supporto educativo volto a “tirar fuori” (come dice la maieutica) le risorse inespresse, permettendo così all’individuo di formarsi e crescere. Ciò può avvenire in un momento particolare della vita di ognuno in quanto persona.

Le persone discuttono insieme al pedagogista dei momenti di cambiamento e di crescita, delle difficoltà relazionali e comunicative come singoli, delle problematiche relative all’essere genitore, solo per fare alcuni esempi. Si parte delle difficoltà per far emergere le potenzialità di ognuno e rendere la persona autonoma e responsabile del proprio vissuto e del proprio agire. Gli individui vengono accompagnati alla scoperta di strategie e modi di vivere funzionali ed armonici. Ogni attore coinvolto impara a migliorare la qualità della propria vita trasformando i limiti in risorse attraverso la valorizzazione di sé.

Si può affermare che ognuno di noi attraversa nel corso della propria esistenza la necessità di un approccio personalizzato che sia centrato sui processi di crescita e maturazione individuale, di adattamento al mondo secondo le proprie esigenze.

La consulenza pedagogica, come già accennato, si rivolge al singolo, alla coppia, alla famiglia, ai gruppi formali e informali. Non ha una durata definita nel tempo perchè non esiste una persona uguale ad un’altra, perchè una stessa persona in una fase diversa della vita ha necessità diverse, perchè le “problematiche” che si possono portare in consulenza non sono circoscrivibili ad un solo argomento, perchè la pedagogia non fornisce ricette pronte all’uso, ma aiuta a riscoprire le proprie potenzialità per proseguire da solo lungo il cammino della propria vita.

Concludo dicendo che il pedagogista durante il colloquio opera l’astensione del giudizio e non formula diagnosi. Durante il percorso pedagogico l’individuo è responsabile del proprio sviluppo e il cambiamento avviene, come già accennato, grazie all’arte del tirar fuori che è tipica dell’educazione, perchè aiuta ad accedere alle proprie risorse interne e assumendosene la responsabilità senza delegare la propria crescita.

La consulenza pedagogica aiuta, accompagna e stimola la persona nel concretizzare dei cambiamenti. È uno spazio in cui la persona impara a mettere a fuoco, a prescindere dall’età, problematiche esistenziali, ridefinire l’immagine di sé e la propria identità. L’individuo realizza il  percorso di cambiamento prendendo confidenza con tutte le proprie caratteristiche. Il pedagogista lo guida considerandolo nella sua totalità, accogliendolo in assenza di giudizio, osservando e rimandando ciò che avviene e arricchendolo di contenuti per ripartire dal quì ed ora.

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